Danza e Tango

La danza oltre la tecnica

“La danza: un minimo di spiegazione, un minimo di aneddoti, e un massimo di sensazioni.”

(Maurice Béjart)

Quando mi chiedono cosa è per me la danza e di parlare di essa mi piace sempre partire da qui, da questa frase del danzatore e coreografo francese Maurice Béjart (1927-2007). Dietro queste parole si cela la vera essenza della danza, la complessità e la profondità di questa arte secolare.

Danza, Tango e Passione

Durante gli anni di studio ti spiegano come la tecnica sia fondamentale per essere un danzatore, ma ciò che lo rende tale e davvero completo è la capacità, attraverso un ampliamento dei sensi e una percezione interna assoluta di ogni minima vibrazione corporea, di trasmettere al pubblico tutte quelle sensazioni di cui parla Béjart.
La tecnica non deve essere un ostacolo ma bensì un mezzo per poter sentire ed esplorare ogni centimetro del nostro corpo; pertanto, l’obiettivo del danzatore e dell’artista è proprio questo: andare oltre. Servirsi di qualcosa per poter donare una parte profonda ed estremamente privata di sé a qualcuno.
Non c’è emozione più bella di quella di lasciarsi stupire dal proprio corpo e da ciò che genera. Ogni movimento ha una sua dinamica e produce un’energia, che si irradia dal centro del corpo sino alle periferie ed oltre. L’obiettivo è proprio quello di ascoltare e capire dove tutto questo può portare. Una volta sentite e percepite queste sensazioni ne si è continuamente alla ricerca, scaturendo nel danzatore una “Cursed blessing”, ovvero una “benedizione maledetta”.
E’ necessario comprendere il legame indissolubile che intercorre tra anima, cuore e tecnica; una non può prescindere dall’altra.
Un altro punto assolutamente fondamentale, e che senza esso non può esistere movimento, è la respirazione. La regolazione ritmica di essa permette al danzatore di creare differenti dinamiche e la possibilità di sfruttare tutti i livelli spaziali (alto, medio e basso). La conoscenza di come sfruttare al meglio tutto ciò è la piena consapevolezza anatomica.
Sapere da cosa siamo costituiti e come funziona il corpo umano è essenziale, sia per un danzatore che per un insegnante; anche per salvaguardarsi e salvaguardare da possibili traumi.

Ho riscontrato, sia da allieva che da docente, che la spiegazione dei movimenti e le varie correzioni siano più dirette e immediate per l’allievo se effettuate attraverso l’utilizzo di termini anatomici, in modo tale da poter percepire la sensazione corretta per poi riprodurla.

Biografia

Giorgia Bartolini
Danzatrice e performer contemporanea
Diplomata nel 2016 al Liceo Coreutico di Reggio Emilia
Studentessa presso DAMS – Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (Alma Mater Studiorum – Università di Bologna) Insegnante di danza classica e contemporanea dal 2013
Nel suo percorso formativo studia diverse discipline oltre alla danza classica e alla danza contemporanea: modern jazz, tip tap e street dance.
Ha la possibilità di approfondire i suoi studi attraverso stage e lezioni tenute da insegnanti di fama internazionale.
Inoltre prepara anche ballerini di balli di coppia per completarne la formazione relativa al corpo ed alle tecniche di danza.
Facebook: @giorgiabartolinidanza